venerdì 6 dicembre 2013

La Sardegna e i papi

Ho appena finito di leggere un bellissimo libro di Claudio Rendina di cui potete leggere una breve recensione su I papi, storia e segreti.
In questo breve articolo parlerò di alcune informaioni che vi ho trovato sulla storia antica della Sardegna.
Sapevate che vi sono stati due papi sardi?
Ma andiamo per ordine.
Siamo sotto il pontificato di S. Eleuterio (175-189 d.C.), in quel periodo secondo Eusebio di Cesarea la chiesa visse un periodo di tranquillità (era allora imperatore Commodo), ma vi furono comunque dei processi, tra questi fu processato un tale di nome Callisto (che qualche anno dopo diverrà papa).
Callisto era uno schiavo liberato di un banchiere chiamato Carpoforo. Callisto voleva recuperare dei crediti e si recò in una sinagoga per riscuotere. Venne denunciato per disturbo della quiete pubblica e condannato alla fustigazione e ai lavori forzati. La seconda parte della condanna veniva eseguita nelle miniere della Sardegna. Siamo nell'anno 186 d.C.
Qualche anno dopo sarà una matrona romana, Marcia, amante e poi moglie dell'Imperatore Commodo, che riuscì ad ottenere la liberazione di tutti i membri della comunità cristiana cui apparteneva che si trovavano in quel periodo incarcerati in Sardegna. Tra questi, non si sa bene come, rientrò anche il futuro papa Callisto.
papa Ilario
Quando Callisto venne eletto papa (217 d.C.) il suo oppositore si chiamava Ippolito che ritiratosi da Roma creò una sua comunità. Tra i diversi gruppi vi furono diatribe e disordini. Callisto venne gettato dalla finestra a seguito di una rivolta popolare, ma qualche anno dopo anche Ippolito fece una brutta fine, condannato all'esilio nel 235 d.C. dall'Imparatore Massimino Trace, assieme al nuovo papa Ponziano, morì in Sardegna nel 237 d.C..
Occorre attendere altri due secoli prima di vedere sul soglio pontificio il primo sardo, Ilario (461-468 d.C.). E' definito un papa debole, di scarsa personalità, comunque di fatto affrontò l'Imperatore Antenio, colpevole di appoggiare una setta eretica guidata da un tale Filoteo. Il papa proibì all'imperatore di entrare in San Pietro fino a che non assicurò la soppressione del gruppo di eretici. Certo non era come San Leone Magno, il suo predecessore, ma non era neanche una mammoletta.
Affrontò i problemi causati dalla chiesa della Gallia e si occupò di abbellire molte delle chiese di Roma, di costruire biblioteche e oratori. Morì il 29 febbraio del 468 d.C. e fu sepolto in San Lorenzo fuori le mura.
 
Pochi anni dopo viene eletto un secondo papa sardo, Simmaco (498-514 d.C.).
Alla morte del papa Anastasio II a Roma si formano due fazioni, una più ortodossa guidata dal senatore Fausto che elesse papa Simmaco; un'altra fazione guidata dal console Festo che elesse l'arciprete Lorenzo. Le elezioni avvennero lo stesso giorno, il 22 novembre del 498 d.C.
Come al solito, da buoni religiosi, la parola passò alle armi e Roma divenne luogo di scontro (come per quasi tutte le elezioni papali!). Per cercare di risolvere la situazione ci si rivolse a Teodorico (re degli Ostrogoti e d'Italia) che da Ravenna sentenziò che la nomina dovesse andare a chi era stato eletto per primo o a chi aveva avuto la maggioranza dei voti. In questo caso Simmaco fu favorito, anche se vi furono dei sospetti di corruzione.
Per cercare di risolvere il problema delle elezioni papali, il primo marzo del 499 Simmaco convoca un concilio in cui si stabilisce che è vietato impostare trattative elettorali all'insaputa del papa in carica e prima della sua morte. Il papa inoltre ha diritto di scelta del successore. In caso di morte improvvisa del papa e di mancanza di indicazioni, sarà papa colui che avrà raccolto i suffragi del clero o la maggioranza dei voti. Un bel tentativo di cercare di limitare gli scontri, ma semplicemente uno dei tanti, infatti per quasi ogni elezione gli scontri si ripeterono, più o meno lunghi e sanguinari. 
Papa Simmaco non doveva essere proprio un santo infatti pochi anni dopo, nel 501 fu denunciato al re per vari reati legati all'uso dei beni della chiesa e alle donne. Simmaco, forse sentendosi colpevole, scappò e Teodorico nominò un reggente per la chiesa: Pietro di Altino. Ma il caos proseguiva così i Vescovi si riunirono e decretarono che "nessuno aveva l'autorità di giudicare il vescovo di Roma per cui le accuse dovevano essere rimesse al giudizio di Dio". Ma l'opposizione non cessò, Lorenzo faceva il papa e Simmaco restava rinchiuso in San Pietro, attendendo tempi migliori.
Il re, seccato dai continui disordini, decise di prendere in mano la situazione e decise a favore di Simmaco che venne posto nuovamente sul soglio pontificio. Simmaco si occupò anche di abbellire diverse chiese di Roma. Morì il 19 luglio del 514.
La Sardegna viene nominata nuovamente intorno al 685 quando, sotto il papato di Giovanni V, il vescovo di Cagliari perde il diritto di nomina dei vescovi dell'isola, che rientrò nella giurisdizione di Roma.
Bisogna attendere al 817 d.C. per sentire nuovamente parlare della Sardegna. Viene eletto papa Pasquale I (817-824 d.C.). L'elezione dei papi in quel periodo veniva sottoposta all'approvazione dell'imperatore, in quel tempo Ludovico, che sancisce l'elezione con un diploma (Pactum cum Paschali pontifice) che dimostrerà in futuro la sua enorme importanza essendo uno dei documenti della storia pontificia che attraverso abili falsificazioni che forniranno supporto alle rivendicazioni territoriali della chiesa. Il papa infatti avrebbe ricevuto in dono da Ludovico il Pio non solo Roma con il suo Ducato e tutte le terre già oggetto di donazione da parte di Pipino e Carlo Magno ma anche la Calabria, Napoli, la Corsica, la Sardegna e la Sicilia, senza tener conto l'esistenza dell'Impero bizantino sotto il cui dominio si trovava Napoli, Calabria, Sicilia e Sardegna. Quindi, secondo questi documenti la Sardegna passa sotto la Chiesa nell'817 d.C.!
Quelli erano tempi  bui per i paesi che si affacciavano sul Mediterraneo, infatti i Saraceni usando anche delle basi in Sardegna attaccavano il Porto di Roma. Siamo sotto Leone IV (847-855 d.C.), e i papi dovettero inventarsi anche condottieri!
Qualche secolo dopo sarà Benedetto VIII (1012-1024 d.C.) a prendersi carico del problema dei Saraceni. Questi dopo aver minacciato Salerno attaccarono Pisa mettendola a ferro e fuoco. Benedetto VIII nel 1016 organizzò una flotta capeggiata dal padre, mentre lui guidava le truppe di terra riportando una grande vittoria. I saraceni si ritirarono in Sardegna ma la flotta (in lega con le città di Pisa e Genova) riuscì a snidare gli infedeli e a liberare definitivamente l'isola, che da allora diventò colonia pisana (anche se non tutta!).
Per sentire nuovamente parlare di Sardegna occorre attendere l'arrivo di Federico II che, cercando di unificare l'Italia contro gli interessi della chiesa, sotto papa Gregorio IX (1227-1241 d.C.), intorno al 1238 concesse al figlio Enzo in occasione del suo matrimonio con la vedova del Giudice di Torres e di Gallura, il titolo di re di Sardegna, nonostante le rivendicazioni della chiesa.
Questo fatto diede molto fastidio al papa che nel 1239 scomunicò nuovamente Federico II...
 
Purtroppo mi devo fermare, in quanto non ho ancora trovato il seguito del libro, ma prometto di proseguire non appena possibile!

Alessandro Giovanni Paolo RUGOLO

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